MARGARET LEE

La ballata di Belzebù

 

 

Le luci si spensero di colpo. Buio totale. Cerco di uscire dalla stanza ma ho paura di sbattere contro il tavolo. La stanza sembra vuota. Intorno: nulla. Noto uno spiraglio di luce. Cerco di raggiungerlo. Si fa sempre più grande. Finalmente sono all'esterno. Non so dove mi trovo. Mi accorgo che di fronte a me c'è un uomo vestito di rosso. Pronuncia delle frasi ma non lo capisco. Credo di essere sordo. Poi mi accorgo che è proprio lui a non emettere alcun suono. Finalmente oltre a muovere la bocca dice qualcosa. Lo urla:
«Io sono quello a cui tutto si oppone!!!»
Muove la testa come se avesse il torcicollo.
«Esisto dal principio del mondo e da allora sono sempre stato un ironista!!»
Muove i muscoli facciali come se avesse male alla bocca.
«Io corrompo!!! E...»
Si azzittisce.
«E...e...mmm...e...»
Ormai fa delle espressioni deformi, gli sudano le guance.
«E...e...E...e...»
Guarda in basso, come a cercare qualcosa. Spalanca gli occhi e torce il naso.
«E...mmm...»
Voglio chiedergli se ha bisogno di aiuto, ma mi anticipa con un urlo inumano:
«MA! MA! MA! MAAA»
E inizia a sbattere i piedi a terra in modo frenetico.
«MA ILLUMINOOO!!!»
E scoppia in una risata. Non finisce più. Mi chino dal troppo rumore tappandomi le orecchie. È sempre più forte, devo buttarmi a terra. Sembra quasi ci sia un terremoto. Mi viene da urlare ma la mia voce non si sente, è come se fossi muto. Il mio compagno emette un urlo inaspettato e potente:
«Il tempo è un ladro!»
Si crea un silenzio assoluto. Riapro gli occhi e mi alzo da terra. Non c'era più.

 

 

MARGARET LEE

 

Un confronto. / Io e lo specchio. / Un dialogo. / Mi guarda, mi fissa, forse impaurito. / Mi avvicino per osservarlo meglio, lui osserva me, ora con aria di sfida. / Si accende una sigaretta. / Inizia a muovere la bocca, ma non capisco cosa voglia dire. / Mi innervosisco e scuoto lo specchio con rabbia. / Lui rimane impassibile. / Un’ unghia si spezza contro lo specchio. / Fastidio e nient’altro. / “Raccontami”. / Mi sussurra poche parole intense come il fuoco. / Si gela un grido interiore in me. / Nient’altro. / Cado impietrito. Cerco di recuperare l’equilibrio ma l’aria inizia a mancare. / La vista si riaggiusta. / Non c’è nessuno / Lo specchio ed Io. / Nessun altro. / Non c’era nessuno. / Non c’era forse mai stato nessuno. / Prendo la penna, seduto. / Io, la scrivania e svariati fogli. / Io seguo la penna, la penna non segue. / Finito di scrivere rileggo. / Un crampo cerebrale mi trapassa. / La penna mi cade, gli occhi si pietrificano / Lo specchio si stacca dal chiodo / Frastuono infinito. / Ora avevo capito. / Ora avevo… / Ora… //

 

 

 

 

 

 

“[...] Come per risposta ella rise di nuovo in modo del tutto strano, quasi sinistro.
Fridolin la chiamò ancora una volta e più forte.
Ora Albertine aprì gli occhi, lentamente, a fatica, e lo guardò fisso,
come se non lo riconoscesse. [...]”
(A. Schnitzler)

 

 

 

Vai a SoundCloud:




Pagina Facebook:


Mit surprise
konzert.